Il web spinge la crescita economica Internet vale il 4% del Pil italiano

Il web spinge la crescita economica Internet vale il 4% del Pil italiano

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Dal rapporto annuale dell’Ocse emerge che le aziende Ict crescono e assumono di più. L’Italia è ancora indietro rispetto al resto d’Europa, nel 2015, 59 miliardi saranno generati dalla rete. Google: “Più chance di crescita per chi sta online”

MILANO – La corsa di Internet non si ferma più. La rete traina l’economia e fa crescere il numero degli occupati. A dirlo è il rapporto annuale dell’Ocse, l’organizzazione economica che raccoglie 34 fra i paesi più sviluppati al mondo. E in Italia il “fattore Internet” potrebbe rappresentare il 4% del Pil nel 2015: 59 miliardi di euro.

Ocse. L’analisi dell’Ocse (chiamata Internet Economy Outlook 2012) evidenzia che negli Stati Uniti, le prime 250 aziende del settore Ict (Information and communication tecnology) – classificate per ricavi – hanno registrato un incremento nel numero degli occupati del 4% nel 2010 e del 6% nel 2011, trainati dal raddoppio di Amazon.com e Google. Numeri che rendono il settore americano il più importante per numero di occupati all’interno dell’area Ocse con una quota del 30%, seguito dal Giappone (16%) e dalla Germania (9%).

Fra i dati pubblicati nel rapporto emerge che il 13% del valore generato dalle aziende potrebbe essere attribuito al web e che il settore ha assorbito il 50% di tutte le operazioni di venture capital nel 2011. Inoltre, le 250 aziende più performanti hanno visto crescere i loro ricavi del 6% all’anno fra il 2000 e il 2011. Dietro la forte espansione della Internet economy c’è la spinta del divisione “mobile” e la diffusione delle connessioni senza fili. A dicembre 2011, nei paesi Ocse, erano attive 667 milioni di connessioni wireless contro i 315 milioni di reti fisse. E la velocità fornita agli utenti è cresciuta di circa il 30% nel periodo 2008-2011, con un calo delle tariffe fra il 3 e il 4%.

La forza del settore, secondo l’Ocse, sta nel ruolo giocato dall’Ict nel rendere sempre più efficiente il business delle imprese. Le aziende guardano sempre di più alla tecnologia per ridurre i costi, generando una domanda sempre crescente per i servizi e i prodotti tecnologici. A questo si aggiunge la performance costante delle telecomunicazioni che sembrano non risentire della crisi perché, spiega l’Ocse, i consumatori le ritengono essenziale con una spesa su scala mondiale di 4.406 miliardi di dollari nel 2012.

Europa. In Europa, in particolare nei paesi del G20, secondo uno studio del Boston Consulting Group, l’economia che ruota attorno a Internet vale in media il 4% del Pil con una crescita annua del 21%. Valori inferiori in Italia, ma con previsioni importanti per il futuro. La stima è di una percentuale fra il 3,3 e il 4,3% sul Pil del 2015, con una crescita fra il 13 e il 18% e un valore di 59 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 31 miliardi del 2010.

Italia. Un altro aspetto da considerare, come ha fatto Google in un’analisi sul primo semestre 2012, riguarda l’intreccio fra Internet e made in Italy. Dallo studio emerge che, rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso, le ricerche in rete relative a prodotti italiani sono cresciute del 13%. L’analisi di Google ha valutato il comportamento degli utenti di 10 paesi stranieri con caratteristiche diverse: dagli Stati Uniti alla Germania, dagli Emirati Arabi al Brasile. Fra le categorie più cliccate del made In Italy, il primo posto spetta ai settori della moda e delle automobili, seguiti da turismo, agroalimentare e arredamento. “Se un buon numero di imprese riuscisse a intercettare anche solo una parte di questa domanda – spiega Google in un comunicato – si aprirebbero nuovi spazi per crescere. Le aziende attive online fatturano, assumono ed esportano di più rispetto a quello che su Internet non sono presenti”. A conferma di questa tesi, Google fornisce i dati sulle piccole e medie imprese: quelle presenti sul web hanno registrato una crescita media di ricavi dell’1,2 % negli ultimi tre anni, contro un calo del 4,5% di quelle offline.

 

Redazione